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Epidemiologia e prevenzione delle malattie cerebro e cardiovascolari

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Valutazione del rischio

Il rischio cardiovascolare globale assoluto

Il rischio cardiovascolare globale assoluto è un indicatore che permette di valutare la probabilità di avere un evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) conoscendo il livello di alcuni fattori di rischio. Va evidenziato che il rischio non è basato sul contributo dei fattori di rischio considerati singolarmente ma tiene conto della loro valutazione globale. Quindi, il rischio globale assoluto non è la semplice somma del rischio dovuto ai singoli fattori.

 

Il rischio globale assoluto rispetta l’eziologia multifattoriale della malattia cardiovascolare. Il livello di rischio viene infatti stimato a partire dai principali fattori di rischio presenti.

 

Per valutare il rischio globale assoluto si utilizzano funzioni matematiche che elaborano dati derivanti da studi longitudinali, condotti su gruppi di popolazione seguiti nel tempo. La validità di uso di queste funzioni di rischio dipende dalle caratteristiche della popolazione che le ha generate.
Le funzioni di rischio, infatti, includono tre elementi:

  • valori di popolazione dei fattori di rischio (ad esempio, la media dei valori di colesterolemia e di pressione arteriosa nella popolazione)
  • coefficienti di rischio (fattori moltiplicativi) che attribuiscono un peso eziologico a ogni singolo fattore
  • probabilità di sopravvivere senza la malattia da parte della popolazione stessa.

Tutte queste componenti cambiano da popolazione a popolazione, in particolare se si confrontano popolazioni appartenenti a culture molto diverse fra loro, ma anche nel confronto di coorti generazionali diverse. Ha rilevanza inoltre la numerosità delle coorti utilizzate per derivare le funzioni: più ampi sono i campioni, maggiore è il numero di eventi cardiovascolari verificatisi e più stabili e affidabili sono le stime.

 

Dalle funzioni di rischio cardiovascolare del Progetto Cuore, stimate sulla base di studi longitudinali condotti sulla popolazione italiana, sono stati elaborati due sistemi di valutazione del rischio globale assoluto: le carte del rischio cardiovascolare e il punteggio.

 

Le carte del rischio riportano classi di rischio globale assoluto calcolate per categorie di fattori di rischio (età, sesso, diabete, fumo, pressione sistolica e colesterolemia totale).

 

Il punteggio offre un rischio più preciso, perché considera valori continui per alcuni fattori di rischio, ovvero l’età, la colesterolemia totale, la colesterolemia HDL e la pressione arteriosa sistolica; include inoltre nella stima la terapia anti-ipertensiva, considerando quindi che il valore di pressione sistolica registrato in presenza di terapia specifica non è naturale ma dovuto anche al trattamento in corso; la terapia anti-ipertensiva è anche un indicatore di ipertensione arteriosa di vecchia data. Infine, il punteggio copre anche la fascia di età 35-39 anni non inclusa nelle carte.

 

Per questo motivo, la carta del rischio e il punteggio possono dare risultati un po’ diversi.

 

Tabella 1. Confronto fra carta del rischio cardiovascolare e punteggio individuale

 

CARTA

PUNTEGGIO

Età

40-69 anni

35-69 anni

Fattori di rischio

Età, Pressione arteriosa sistolica, Colesterolemia totale, Fumo, Diabete

Età, Pressione arteriosa sistolica, Colesterolemia totale, Fumo, Diabete, HDL,  terapia anti-ipertensiva

Tipo di dato utilizzato per:
Età, Pressione arteriosa sistolica, Colesterolemia totale, Colesterolemia HDL (solo nel punteggio)

Categorico

Valore continuo

Livello di rischio

Categorico

Valore continuo

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