prevenzione e stili di vita
Ottenere informazioni attendibili sul consumo medio pro-capite di sodio, potassio e iodio nella popolazione italiana su base regionale, per classi di età e in relazione alla presenza di ipertensione arteriosa: è l’obiettivo generale del progetto Minisal-Gircsi.
L’evidenza scientifica disponibile sugli effetti negativi che il consumo eccessivo di sale ha sulla salute è indiscutibile, soprattutto riguardo al rischio di malattie cardio e cerebrovascolari. Si stima che nei Paesi industrializzati il consumo pro-capite di sale da cucina sia di circa 8-10 grammi al giorno mentre, secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), non bisognerebbe consumare quotidianamente più di 5 grammi di sale (circa 2 grammi di sodio).
ll progetto Minisal è un progetto Ccm affidato al dipartimento di Medicina clinica e sperimentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss), l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), l’Università Cattolica di Campobasso, la Fondazione per l’ipertensione arteriosa, la Clinica pediatrica dell’Università di Foggia e il Girsci (Gruppo di lavoro intersocietario per la riduzione del consumo di sale in Italia). L’iniziativa coinvolge anche le principali Associazioni della panificazione artigianale e industriale. L’attività del gruppo di lavoro è volta a valutare la fattibilità di una progressiva riduzione del consumo di sale nel pane, poiché questo alimento è quotidianamente presente sulla tavola degli italiani.
Quattro gli obiettivi specifici del progetto:
Stato di avanzamento e primi risultati
Sono disponibili alcuni dati preliminari del progetto Minisal raccolti in 9 Regioni italiane, nell’ambito dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/European Health Examination Survey. I dati mostrano un consumo medio giornaliero di sale maggiore tra gli uomini (11 grammi) che tra le donne (8 grammi), valori entrambi maggiori rispetto ai livelli raccomandati dall’Oms. Si sottolinea anche un gradiente Nord-Sud, con valori minori al Nord e maggiori al Sud nel consumo giornaliero di sale. Ciò è in accordo con la distribuzione riscontrata per macroaree della pressione arteriosa, con la frequenza dell’ipertensione nella popolazione generale, e con la distribuzione dell’obesità e del peso corporeo.
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