indicatori e determinanti di salute
Indicatori dello stato di salute
Mortalità
per causa:
deriva dai certificati di morte, pertanto dipende dall’accuratezza
della loro compilazione nei registri locali. Le cause di morte
vengono codificate seguendo l’International Classification of
Diseases and Causes of Death (ICD). Tuttavia, l’adozione di
differenti versioni dell’ICD e la sua entrata in vigore in tempi
diversi nei vari Paesi può rendere difficile il confronto.
Si utilizza:
- tasso di mortalità grezzo: numero totale dei decessi sulla popolazione stimata a
metà anno per 1000
- tasso di mortalità grezzo specifico per causa:
numero totale dei decessi specifico per causa sulla popolazione stimata a metà
anno per 1000
- tasso di mortalità specifico per gruppi di età:
numero totale dei decessi per specifici gruppi di età sulla popolazione stimata
a metà anno per 1000
- tasso di mortalità standardizzato per età:
tasso di mortalità standardizzato, per età e sesso, con metodo diretto,
utilizzando la popolazione europea come riferimento.
Morbosità per
malattia: si
misura utilizzando diversi dati, dal tasso di dimissioni ospedaliere, al tasso
di incidenza/attacco della malattia (primo evento/primo evento e ricadute),
dalla prevalenza alla letalità. In generale è utile usare tassi grezzi e numeri
assoluti. I singoli indicatori vengono così definiti:
- tasso di ospedalizzazione o di dimissione ospedaliera:
numero delle dimissioni ospedaliere relative a una diagnosi specifica sulla
popolazione stimata per 1000
- tasso di attacco: numero di eventi (primo e ricadute) sulla popolazione stimata per
1000
- tasso di incidenza: numero dei primi eventi di una malattia sulla popolazione a rischio
per 1000. L’incidenza può essere stimata sia con un follow up di una popolazione
inclusa in uno studio di coorte sia identificando nuovi eventi in una
popolazione dinamica, deducendola da studi longitudinali o dai registri delle
malattie, quando è possibile eliminare le persone che hanno già avuto un evento
- prevalenza:
proporzione di persone con una specifica malattia in una popolazione di 1000 o
di 100 individui in un preciso momento
- letalità:
numero di casi fatali rispetto al numero totale degli eventi.
La significatività di
questi indicatori dipende dalla malattia cardiovascolare considerata, dal gruppo
di età, dall’uso che si intende farne:
- i
tassi di
incidenza, letalità e prevalenza sono più
importanti nel caso di individui più giovani; l’incidenza è
particolarmente rilevante nel caso di eventi acuti e dà informazioni soprattutto
sulla causa della malattia
- i
tassi di
attacco e prevalenza sono più importanti per la
sorveglianza della popolazione adulta/anziana, dato l’impatto sulle strutture
sanitarie dovuto a condizioni croniche; sono dati che servono a pianificare le
necessità di assistenza primaria e i servizi sanitari.
Disabilità:
le malattie cardiovascolari sono fra le cause più importanti di disabilità:
- anni di vita persi a causa della disabilità (Disability-Adjusted Life
Year - DALY):
numero di anni persi per morte prematura e di anni vissuti in una condizione di
disabilità. È uguale alla somma del numero di anni di vita perduti in una
popolazione a causa di malattie cardiovascolari e del numero di anni vissuti in
condizioni di disabilità per malattie cardiovascolari, di gravità e durata nota,
in una popolazione
- anni potenziali di vita persa (Potential Years of Life Lost - PYLL):
misura
l’impatto della morte prematura. È la somma del numero di anni che le persone
affette da malattie cardiovascolari avrebbero vissuto, se avessero avuto una
normale speranza di vita, solitamente fissata a 65 anni
- attività di base della vita quotidiana
(Activities of Daily Living - ADL): misura sei funzioni di base
(spostarsi da una stanza all’altra, utilizzare il bagno, lavarsi e farsi la
doccia, vestirsi e svestirsi, entrare e uscire dal letto, nutrirsi). Viene
espresso secondo una scala di punteggi: A (una persona completamente
indipendente in tutte e sei le azioni), B (dipendente per una funzione), C
(dipendente per 2 funzioni), D (dipendente per 3 funzioni), E (dipendente per 4
funzioni), F (dipendente per 5 funzioni), G (una persona che dipende dagli altri
per tutte e sei le funzioni)
- attività “strumentali” della vita quotidiana
(Instrumental Activities of Daily Living - IADL): misura una scala di
funzioni più complesse (usare il telefono, andare in luoghi al di là di una
distanza percorribile a piedi, fare la spesa, preparare i pasti, fare i lavori
di casa o lavori manuali, fare il bucato, prendere le medicine, gestire il
denaro). In questo caso il punteggio va da 8 (capace di fare tutto) a 0
(incapace di svolgere qualsiasi attività)
- EuroQol (EQ): è un indice standardizzato che misura lo stato di salute. Applicabile
a diverse situazioni, fornisce un profilo descrittivo semplice dello stato di
salute. Questo indice può essere utilizzato per eseguire valutazioni cliniche ed
economiche e studi di popolazione.

© Cnesps - Istituto Superiore di Sanità - 2008